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I legami affettivi reggono alla prova tv.La Provincia di Como

Intervista del Giornale di Como

Intervista tratta dalla Provincia di Como del 14/10/05

Il fulcro dell’analisi è: la famiglia si sfalda in tv, l’auditel festeggia, ma la famiglia, quella dietro le telecamere che fine fa?   
Per fortuna la famiglia non segue i "modelli" proposti dalla TV. Anche se molte coppie entrano in crisi, la maggior parte delle famiglie tengono e spesso si rafforzano proprio nei momenti di maggiore difficoltà.

Inoltre, lei pensa che sia solo un modo che questi personaggi, forse con poche vere carte da spendere, decidano a tavolino queste loro esternazioni?  
Non so se decidono a tavolino, ma penso che siano vittime dello stesso meccanismo che decreta il loro successo: la spettacolarizzazione della vita. Vede, la vita non è fatta solo di immagini, ma anche di sentimenti ed emozioni che per essere comunicati richiedono la presenza del corpo. Se due persone comunicano solo telematicamente o televisivamente perdono un elemento indispensabile per confrontarsi e capirsi che passa attraverso i loro corpi, che necessariamente devono incontrarsi...

A chi interessa questa lotta a colpi di interviste in tv e sui giornali?  
Credo che faccia parte del gossip che alimenta curiosità e guadagni per chi vende queste "informazioni".  

I bambini, che entrambi i genitori in questione dicono di voler assolutamente tutelare, in realtà come vivranno questa situazione?  
Per la mia esperienza clinica, i figli di genitori che litigano e si separano, vivono sempre un trauma. La presenza viva dei genitori però, anche nei conflitti più acuti, permette loro di affrontare quel trauma e, spesso al prezzo di iun percorso lungo e doloroso, di superarlo almeno in parte. Se invece il conflitto è agito mediaticamente, se il corpo e l'anima, per così dire, dei genitori, sono sottratti agli occhi dei figli, questi ultimi fanni più fatica ad affrontare la sofferenza che la perdita della coppia genitoriale sempre comporta. E' come se venissero colpiti alle spalle senza vedere in faccia il loro aggressore.  

Il ruolo del padre, Albano si definisce un padre vecchia maniera che crede nella famiglia, in questo caso sopravvive o muore?  
Il ruolo del padre non coincide con una definizione. Perchè viva è necessario che si incarni in una presenza costante e attenta nei confronti dei figli, nella capacità di saper comunicare l'amore che si prova per loro, ma anche di saper indicare, quando è necessario, la strada della rinuncia e del sacrificio. Può darsi che questo Albano lo faccia. Come può ben capire però è una strada particolarmente difficile per chi è molto ricco e quindi si illude di potere saltare il problema dei limiti.  
Simona Ventura, con il cuore in mano comunica alla tv ad Albano che la Lecciso se ne va di casa, soffre, almeno pare, fa riferimenti alla sua vicenda personale, dà coraggio ad Albano.   Può esserci vera partecipazione o è un grande festival della menzogna e dell’ipocrisia per poter stare sulla cresta dell’auditel?
Può anche darsi che dal punto di vista soggettivo ci sia una certa partecipazione, ma l'evento mediatico ha, pe sua natura, la capacità di dissolverla perchè, come dicevo prima, trasforma il vissuto emotivo, in immagini prive di un rapporto aon la dimensione personale della vita.  

Le persone “normali” che guardano da casa credono a quello che vedono, ne sono influenzati o sanno distinguere?  
Credo che la maggior parte sappia distinguere. Quelli che credono che lo spettacolo coincida con la vita mi sembrano destinati all'infelicità.